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La Riviera dei Fiori-Castello di Lettere

Sentiero n.346, in rosso, km 2.8

Intero percorso, azzurro e rosso,  km 3.8 - Cartina n. 2

 

Dislivello

Dall’inizio del n. 340: 336 mt

Dal bivio del n. 340: 200 mt

Difficoltà

facile

Tempo

A: 2 h    A/R: 3.30 h

Altitudine massima

412 mt

 

«…la città tiene un muy lindo y fuerte castillo cum quattro turriones y una grande torre maestra, tiene tre puertes con puentes levadizos y està en alta della ciudad en gentil lugar>>. 

Da una lettera di Isabella da Caprona,, dal Castello di Lettere, anno 1529.

rendering del sentiero 

Il sentiero n.340 è l’arteria principale del versante nord del Cerreto, su di esso si innestano gli altri sentieri. Per salire di quota e per raggiungere qualsiasi luogo bisogna passare per questa via, che in alcuni tratti è stata modificata e sistemata dal paziente e accurato lavoro dei Moscardini.

Si parte dai cancelli verdi, che delimitano il Campo Pozzi dell’Acquedotto Campano (captazione di acqua di falda, che serve i comuni della Valle del Sarno e quelli della costiera sorrentina fino a Capri),  alla fine di Via Monte Taccaro nel Comune di Angri. Un breve tratto con un tornante su strada asfaltata,trecento metri, ed ecco sulla destra l’inizio vero e proprio del sentiero, una scala con gradoni di pietra locale intervallati da tratti di falsopiano e si arriva in dieci minuti sul Chianiello (205 mt).  Sul Chianiello c’è l’acqua e si può godere di un primo panorama sulla Piana del Sarno, il Vesuvio, il golfo di Napoli, Ischia, il castello di Lettere.  Dal Chianiello il sentiero s’inoltra in un boschetto di castagni, sul tracciato della vecchia mulattiera, ripristinata negli anni cinquanta, dopo dieci minuti si lascia a destra il sentiero

n.346 che porta al Castello di Lettere, qui siamo ad una quota di 275 mt.

profilo altimetrico 

Per il sentiero n.346 si va al castello di Lettere, una gradevolissima passeggiata che non presenta difficoltà.  Il sentiero ha inizio poco dopo il ‘Chianiello’, dieci minuti seguendo il sentiero principale che porta alla vetta del Cerreto, il n. 340.

Un bivio a 275 mt segnala a destra l’inizio del nostro sentiero n. 346.

Si attraversa la Vena di Capomazzo e si arriva ad uno slargo.

Si lascia a destra la sterrata che scende a valle e si prosegue per il sentiero che è fiancheggiato da reti metalliche che delimitano le proprietà private di giardini di ciliegi e uliveti. Cinquecento metri di salita e si arriva ad un bivio dove si prende a destra, a sinistra il sentiero porta dove fino a pochi anni fa era un bosco ceduo di castagni ed arriva in prossimità della teleferica a sbalzo (vedi sentiero n. 340).

Si gira intorno al versante dei Canali di Lettere, superando vene e facili dislivelli fino ad arrivare in vista del Castello di Lettere. A destra godiamo la vista della Valle del Sarno, con il Vesuvio e i paesi che l’affollano, il mare di Napoli, con le isole d’Ischia e di Procida,  chiude l’orizzonte a ponente. Si procede in falsopiano, tra castagni e ontani, fino ad arrivare prima alla Vena Mazzoccola e poi alla Vena Perciata (339 mt), un piccolo canyon, che dalle colline dell’Astaglio spacca la montagna fino ai campi di S. Antonio Abate. Grotte e anfratti si aprono sui versanti rocciosi, diedero riparo e rifugio alle popolazioni in tempo di guerre e qui la mano dell’uomo ha lasciato graffiti e disegni.

Adesso si supera  un tratto accidentato per le rocce affioranti; da queste parti, in primavera, respiri i profumi della macchia mediterranea; in verità per tutto il sentiero, ma qui in particolare, timo, mirto, rosmarino, lentisco, cappero e origano. Vai tra abbondanti fioriture di ginestre, cisti e anemoni, dal bianco al rosso, dall’azzurro al giallo, e orchidee, campanule, convolvoli, gigli di San Giovanni, un arcobaleno di colori, al sole o all’ombra di castagni: è per questo spettacolo della natura che abbiamo chiamato questo sentiero  “La Riviera dei Fiori”. Superato l’ultimo colle, ecco l’antica Lettere con il Castello e i resti della Cattedrale, dedicata a S. Maria Assunta, quando Lettere era sede vescovile suffraganea dell’Arcidiocesi di Amalfi e il territorio faceva parte del Ducato d’Amalfi

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